LAME E … ROTTURE #PARTE3

  1. Ciclo di fabbricazione delle lame

Torniamo ora ad un aspetto emerso durante la ns analisi e più sopra accennato, quello relativo al ciclo di fabbricazione. Abbiamo infatti notato che anche le lame dello stesso tipo sono diverse una dall’altra: per esempio l’alleggerimento non finisce nello stesso punto, la parte sinistra della lama è più spessa di quella destra, ecc.. Queste differenze, se possono non comportare modifiche sensibili del punto d’equilibrio, hanno invece certamente un impatto sulla durata, e quindi direttamente o indirettamente attraverso la durata, sulla tendenza alla rottura anomala.

Dai nostri esami visivi sulle lame si sarebbe portati ad affermare che il ciclo di produzione non sia completamente sotto controllo, con difficoltà a replicare gli stessi movimenti delle macchine che stampano o forgiano le lame sempre nello stesso modo. Se a questo aggiungiamo che anche la materia prima, cioè l’acciaio, presenta una sua variabilità di composizione chimica e di prestazioni, allora comprendiamo perché quando compriamo due lame dello stesso tipo già sappiamo che si potranno comportare in maniera anche molto diversa, sempre considerando che le condizioni operative (intensità degli allenamenti, gare, stagione ecc.) contribuiscono al risultato finale.

Il ciclo di produzione infatti ha già la sua complessità: il tondino di acciaio viene riscaldato fino ad una certa temperatura e attraverso un certo numero di stampi ne viene modificata la forma. A questo punto si effettuano una serie di operazioni di finitura e poi la lama viene nuovamente riscaldata e successivamente temprata, cioè raffreddata in un bagno di olio o acqua. È la tempra che garantisce le caratteristiche meccaniche alla lama, in particolare l’ottenimento di una certa microstruttura che poi determina le proprietà meccaniche (durezza, carico massimo di rottura ecc.).

  1. Rottura anomala della lama di sciabola

Per rottura anomala (1) si intende quella rottura della lama che presenta una superficie di frattura non perfettamente perpendicolare alla lunghezza della lama: qui sotto a sinistra un esempio di rottura anomala, a destra una rottura perfetta.

A partire da settembre 2016 abbiamo monitorato tutte le lame dei nostri sciabolatori in termini di durata (alcune lame) e di rottura anomala (tutte).

Sulle rotture anomale abbiamo registrato su 168 lame di diversi marchi, che mediamente il 50% circa delle lame hanno presentato rottura anomala. Questo è un valore piuttosto elevato, in crescita rispetto ai valori misurati durante la scorsa stagione. La rottura anomala della lama, a causa della presenza di una vera e propria punta in grado di forare le varie protezioni, rappresenta un momento di rischio piuttosto elevato per l’atleta colpito dalla lama rotta. Fortunatamente quest’anno si è verificato una sola volta, con un incidente assolutamente non grave.

Più volte invece gli atleti in pedana non si accorgono neanche che le loro protezioni sono state perforate. In realtà non se ne accorgono neanche gli arbitri.

Le divise sono certificate in termini di resistenza alla perforazione: sulla targhetta si legge infatti il valore di 800 Newton (N), che rappresenta il valore minimo al quale il tessuto deve resistere durante un test effettuato in laboratorio in determinate condizioni. Se la divisa viene perforata possono essere successe alcune cose:

  • Il carico applicato dall’atleta era superiore ad 800N
  • Il carico applicato dall’atleta era inferiore ad 800 N ma il tessuto della divisa si è invecchiato e non ha resistito
  • Il carico applicato dall’atleta era inferiore ad 800 N ma la rottura anomala della lama dell’avversario ha generato una punta nella lama che ha facilmente perforato il tessuto.

In quest’ultimo caso ritorniamo alla normativa: in quali condizioni viene effettuato questo test? O meglio, il test è ancora in grado di rispecchiare i casi reali che possono realizzarsi durante un assalto? La normativa per esempio prescrive che la temperatura del test sia compresa fra 20° e 25° e la umidità relativa fra il 50% e il 55%, presumibilmente perché sono i parametri che si possono più facilmente mantenere in un laboratorio, ma non sono quelli tipici di un assalto di sciabola. Temperatura e umidità hanno un effetto sul comportamento del tessuto durante il test (e quindi durante l’assalto)?

Sarebbe per esempio interessante effettuare sul tessuto della divisa qualche test di perforazione impiegando come punta qualche spezzone di lama rotta in maniera anomala.

Suggerimento: controllate il giubbino elettrico e cercate la presenza di eventuali buchi da punta. Qualora li troviate verificate se sono passanti, cioè se il tessuto del giubbino elettrico è stato completamente perforato. In caso di esito positivo allora andate a cercare sulla giacca della divisa se in corrispondenza del buco sul giubbino trovate qualche segno di foratura. In caso di esito positivo allora quella parte di divisa va sostituita, mentre il giubbino elettrico va fatto riparare.

  1. Durata (e rottura anomala)

Nel corso di questo anno sportivo abbiamo monitorato durata e sicurezza (propensione alla rottura anomala) di molte lame di diversa provenienza impiegati da sciabolatori tecnici, dinamici ed intermedi, sia maschi che femmine.

È emerso un quadro che ci ha portato ad individuare un parametro di prestazione della lama, in grado di classificare le varie lame (4).

È infatti risultato chiaro che alcune tipologie di lama si rompono sempre in maniera anomala, indipendentemente dal tipo e sesso dell’atleta. Altre lame invece presentano una percentuale di rotture anomale che dipendono da quei parametri.

Allo stato delle nostre conoscenze quindi il fenomeno delle rotture anomale è un fenomeno il cui impatto sui nostri atleti si può minimizzare solamente attraverso la statistica.

Se cioè esistesse una lama, che pur rompendosi sempre in maniera anomala, presentasse una durata molto elevata (diciamo 200 assalti), essa sarebbe preferibile ad una lama che, pur presentando una percentuale di rotture anomale inferiore (diciamo il 50%), presentasse una durata significativamente inferiore (diciamo 40 assalti). A parità di periodo di utilizzo (1000 assalti) nel primo caso infatti si avrebbero al massimo 5 rotture anomale, contro le 12 per l’altra lama.

Questo esempio, vicino a casi che abbiamo esaminato questo anno, dimostra chiaramente che la durata della lama ha un impatto diretto sulla statistica delle rotture anomale, e che pertanto conviene, atleta per atleta, orientarsi comunque verso lame con durata superiore per ridurre il rischio di incidenti dovuti alla rottura anomala della lama.

  1. Costi

Se riprendiamo l’esempio di prima e per la prima lama (A) ipotizziamo un prezzo di 100€, mentre per la seconda ipotizziamo un prezzo di 25€, otteniamo che:

Lama Prezzo

Durata assalti % rotture anomale Lame per 1000 assalti (1 stagione) Rotture anomale Costo complessivo
A 100 200 100 5 5 500
B 25 40 50 25 12 625

La Lama A, pur costando quattro volte la lama B, grazie alla sua durata, risulta molto più sicura e addirittura più economica della soluzione B.

Suggerimento: se tuo figlio/a non salta un allenamento e rompe molte lame, parla con il suo maestro e chiedi se sia il caso di provare una lama più costosa. Se tuo figlio/a invece non rompe molte lame, presumibilmente non vale la pena di passare ad una lama costosa.

CONCLUSIONI

Dopo due anni di monitoraggio di atleti e lame abbiamo messo in piedi un sistema unico nel suo genere, non solo in Italia. Questo monitoraggio ci ha permesso di evidenziare comportamenti specifici degli atleti e delle lame e ci ha anche permesso di identificare parametri di prestazione in grado di classificare le varie lame.

Grazie a questo sistema di monitoraggio abbiamo ridotto al minimo la statistica dei possibili incidenti da rotture anomale perché per esempio non usiamo più alcune lame risultate particolarmente pericolose.

Inoltre abbiamo verificato anche dal punto di vista economico il vantaggio di usare alcune lame rispetto ad altre, sempre tenendo a mente l’obiettivo di ridurre l’incidenza delle rotture anomale.

Un’ultima considerazione: bisogna comunque tenere sempre ben presente che queste sono valutazioni fatte sui dati monitorati quest’anno in sala. Lo scorso anno i dati erano leggermente diversi, l’anno prossimo potranno essere ugualmente diversi. La decisione di usare o meno una lama non può dipendere dal maestro, e non può essere sua la responsabilità se monta a tuo figlio una lama costosa che non dura quanto ci si aspettava.

Vincenzo Castrucci e Andrea Mazzarano

Referenze bibliografiche

  1. Mazzarano et al, PRELIMINARY INVESTIGATION ON SABRE BLADE RUPTURES DURING FENCING, the sword (British fencing), 10/2016
  2. RULES FOR COMPETITIONS BOOK 3. MATERIAL RULES Application 1st Jan 2016 unless otherwise stated, FIE
  3. Mazzarano et al: “Studio numerico-sperimentale del comportamento dinamico di una sciabola olimpica”, AIAS 2017, di prossima publicazione.
  4. Mazzarano et al, A KEY PERFORMANCE INDEX TO RANK THE SAFETY AND LIFESPAN OF SABRE BLADES, the sword (British fencing), approved to be published.