LAME E … ROTTURE #PARTE1

Il Dott. Andrea Mazzarano inizia a tirare le somme del lavoro che sta conducendo con il M° Vincenzo Castrucci sulle lame di sciabola! Buona lettura!

“Sono quasi due anni che ci seguite in questo percorso che, con la SS Lazio Scherma Ariccia, abbiamo intrapreso sul tema della sicurezza e durata delle lame di sciabola.

Un percorso che ci ha permesso di studiare, imparare e, di conseguenza, decidere per il meglio sulla base di informazioni e dati. Questo è un punto che ci preme di sottolineare: si decide al meglio quando si hanno informazioni e dati. Se mancano informazioni e dati qualunque decisione potrebbe essere discutibile e anche sbagliata.

Quando abbiamo iniziato questo lavoro qualcuno diceva che il problema non era economico e non riguardava la durata, ma solo la sicurezza degli atleti. Adesso noi possiamo invece affermare che la durata delle lame rappresenta un parametro fondamentale nell’accrescere la sicurezza dei ns atleti e, come molti di voi hanno apprezzato, la durata ha un impatto economico anche rilevante… Nel senso che molti genitori stanno spendendo meno in lame di sciabola, a parità di sicurezza.

Ma andiamo con ordine, anche perché sono molte le informazioni raccolte e vogliamo condividerle con voi, insieme ad alcuni suggerimenti che speriamo vogliate raccogliere. Andiamo per capitoli.

  1. Sciabolatore tecnico vs sciabolatore dinamico

Prima di tutto abbiamo potuto confermare una sensazione qualitativa: ci sono sciabolatori/sciabolatrici gentili e sciabolatori/sciabolatrici rudi.

Li abbiamo suddivisi in tecnici (gentili), dinamici (rudi) e intermedi.

Dinamico non vuole dire che non ha tecnica, ma che i suoi movimenti sono più rigidi o che usa più forza: tutto ciò ha impatto sulla vita della lama.

Allo sciabolatore tecnico, lo stesso tipo di lama usata da un dinamico può durare anche due o tre volte tanto.

Suggerimento: chiedete al maestro di vs figlio/figlio che tipo di sciabolatore sembra, così capite subito se spenderete pochi o molti soldi per le lame!

  1. Comportamento delle lame e normativa

Tutti gli atleti hanno le proprie preferenze in termini di comportamento della sciabola, cioè bilanciamento e rigidezza della lama ecc., ma questo ha un impatto reale solo per i nostri figli, mentre non vale per quelli di altissimo livello che, essendo sponsorizzati, non pagano le lame e sono “costretti” ad usare le lame dello sponsor.

Il comportamento della lama è determinato da tre fattori principali:

  • la composizione chimica dell’acciaio con cui è realizzata
  • la microstruttura dell’acciaio, determinata dal ciclo di fabbricazione, in particolare dal trattamento termico, cosiddetto di tempra, con qui vengono ottenute le proprietà meccaniche richieste
  • la forma della lama.

Un suggerimento divulgativo: se avete sky guardate una volta il programma “il fuoco di spade” (canale 407): grosso modo avrete un’idea di come vengono fabbricate le lame che vostro figlio si ingegna tanto testardamente a rompere.

in un lavoro precedente (1) già era stato verificato che vengono usati dai produttori almeno tre tipi diversi di composizione chimica dell’acciaio: due sono per acciai per molle, la terza è il ben noto acciaio maraging, quello con cui si fanno i carrelli di atterraggio degli aeroplani. Qui bisogna sottolineare che per la normativa di riferimento (2), cioè quella della Federazione Internazionale (FIE), le lame delle tre armi possono essere fabbricate solamente con acciai di tipo maraging. Peraltro, relativamente alla stampigliatura S2000 presente sulle lame di sciabola, non siamo riusciti a trovare nessun documento della FIE che ne faccia menzione e ne spieghi il significato. Sarà una cosa da fabbri.

Inoltre, sulla normativa di riferimento, quella della FIE appunto, andrebbe aperto un capitolo a parte, viste le prescrizioni richieste per l’omologazione delle lame, e sostanzialmente non completamente applicate o verificate, almeno a quello che si capisce, per le lame di sciabola.

Sulla microstruttura dell’acciaio delle lame di sciabola era già emersa una differenziazione sottolineata sempre in (1); peraltro, una sola delle quattro lame caratterizzate in quel lavoro aveva soddisfatto il requisito minimo della durezza. Nessuna lama testata in quel lavoro era stata fabbricata con acciaio maraging.

  1. Forma della lama

Sulla forma bisogna innanzitutto tenere in considerazione l’effetto della densità dell’acciaio, pari a circa 8Kg per litro: se “sposto” lungo la lama 1 cc3 di acciaio, cioè un cubo con un lato di 1 solo centimetro, sto spostando circa 8 grammi. Sebbene questo possa sembrare un valore veramente minimo, rispetto al peso di una lama, che può andare dai 180 ai 150 grammi, stiamo parlando del 5% del suo peso. Spostare qualche millimetro di acciaio da qui a lì sulla lama vuol dire modificare il punto di equilibrio della lama, il suo comportamento in esercizio e la sensazione che lascia all’atleta (pesante, equilibrata ecc.).

Analizzando rotture e durate delle varie lame ci siamo accorti che lame marcate diversamente e comprate da commercianti diversi presentavano la stessa forma. Prendiamo per esempio alcune lame maraging, che mostrano tutte la stampigliatura BF, il nome del produttore francese Blaise Freres. Indipendentemente dal marchio del commerciante, presentano la stessa forma.

Qui sotto dall’alto in basso troviamo le teste di una maraging Allstar, PBT e LeonPaul. La Allstar e la PBT sono identiche, con la stessa testa che ricorda un triangolo rettangolo, mentre la LeonPaul presenta una forma a triangolo isoscele, presumibilmente scelta per distinguere la propria lama e per offrire un diverso bilanciamento.

Stessa forma è presente anche su tre lame molto usate marcate diversamente: qui sotto a sinistra la Absolute “silver”, al centro la RS (il colore è dato da un rivestimento) e a destra la UhlmannFencing. Indovinate chi anche presenta questa forma in catalogo? Il produttore cinese Jianlisport di Shanghai: che sia lui l’unico vero produttore? Non c’è nulla di male, la lama è anche interessante. Un po’ di trasparenza non guasterebbe.

Anche in questo caso non siamo riusciti a trovare altre informazioni, né all’interno dei siti dei commercianti, né in quello della FIE. In quest’ultimo si trova infatti l’elenco dei “produttori”: abbiamo scoperto che la americana Blue Gauntlet riporta la BG S2000 Extra Light Sabre BLADE (Y Style), venduta a 17$, che altri non è che la lama prodotta dalla Jianlisport (nel sito citata come Shanghai sport company). Poiché è presumibile che il fornitore sia lo stesso per tutti, conviene comprare quella meno costosa!

A questo punto siamo costretti ad introdurre un concetto molto importante, spesso sottovalutato. Per produttore si intende qualcuno che produce un oggetto, chi invece vende un oggetto fabbricato da un altro si chiama commerciante, anche se ci fa apporre il proprio marchio. In questo senso sarebbe opportuno fare chiarezza ed ottenere maggiore trasparenza. Secondo noi sarebbe più serio che la Federazione richiedesse ai commercianti di dire esplicitamente che le sue lame sono fabbricate da altri.

Per esempio PBT nel suo sito web dichiara esplicitamente che il suo materiale è progettato e fabbricato in Ungheria o in altri Paesi UE, con l’eccezione delle ben note lame Dynamo ed StM (che sono appunto fabbricate in Ucraina, che è in Europa ma non nell’UE), anche se poi sulla lama si trova apposto il logo PBT. UhlmannFencing nel suo sito web usa la stessa foto (peraltro sfocata) per indicare 4 lame diverse, compresa la maraging (dicendo però che è BF). A voi il commento.

In quella che a noi sembra un panorama confusionario, non risultano per nulla chiare le responsabilità del produttore e del commerciante nel caso di una lama che risultasse difettosa all’origine, perché per esempio si rompe alla prima parata. Con chi me la dovrei prendere?” … (to be continued)

Andrea Mazzarano – Centro Sviluppo Materiali (centro tecnologico del Gruppo RINA)