LAME E … ROTTURE #PARTE2

Continuiamo a publicare le riflessioni del Dott. Andrea Mazzarano Centro Sviluppo Materiali (centro tecnologico del Gruppo RINA) sulle rotture di… lame:

“Ma torniamo alla forma e analizziamo le similitudini e le differenze delle seguenti lame che abbiamo testato in palestra, da sinistra a destra: LeonPaul Etoile, Absolute Silver, StM, HS, Allstar, “U”, LeonPaul Blue, Dynamo, Absolute Gold.

Le prime quattro lame da destra, e cioè la Absolute Gold, Dynamo (PBT), LeonPaul Blue e la sconosciuta “U” (questa non presentava neanche la stampigliatura S2000, ma si potrà vendere?), sono geometricamente molto simili, con l’avvio dell’alleggerimento dalla testa che parte grosso modo alla stessa distanza per tutte e quattro: stesso produttore?

La Dynamo (PBT), la LeonPaul Blue e la sconosciuta “U” presentano una sezione a lettera “Y” con le spalle più sottili. Possiamo presumere che il produttore sia la fabbrica ucraina Dynamo Lugansk (anche se sul sito le sue lame sono denominate a “V”). La Absolute Gold invece presenta un profilo più morbido, con una sezione a “V”, senza spalle pronunciate.

Viste da sopra si notano alcune differenze, presumibilmente non volute ma effetto dell’incostanza del ciclo produttivo, come è evidenziato per la differente ampiezza del profilo delle spalle superiori nella lama centrale, con la spalla sinistra molto più ampia di quella destra, foto qui sotto.

L’importanza delle caratteristiche dell’acciaio sulla forma ottenibile si evidenzia bene quando compariamo la testa della Dynamo, la più alleggerita fra le lame in acciaio per molle, con la testa di una maraging: qui sotto la maraging BF marcata Allstar. In contrasto però, lo spessore minimo della spalla viene raggiunto prima dalla Dynamo rispetto alla maraging.

Queste differenze potrebbero incidere sulla “sensibilità” offerta allo sciabolatore dalla lama, forse anche sul peso totale, presumibilmente nulla sulla durata e sulla propensione alla rottura anomala. Su questi due ultimi aspetti impatta invece l’evoluzione del profilo verso la punta, cioè come è disegnata la zona più alleggerita.

Da questo punto di vista i disegni più originali sono quelli della Leon Paul Etoile e la Absolute “silver” (e le sue omologhe a partire dalla RS). La prima presenta due alleggerimenti paralleli sulle facce laterali, cioè presenta un disegno ad “H”. La seconda presenta un disegno molto morbido, a “V”, come la sorella “gold”.

Anche la parte inferiore del profilo presenta delle differenze fra le varie lame: nella foto qui sotto in alto la Dynamo (PBT) e in basso la Absolute Silver. Come si può notare ambedue le lame presentano un allargamento del profilo inferiore verso la punta, dovuto alla necessità di trasformare il profilo ad “Y” in un profilo rettangolare. Questo raccordo però si presenta in una posizione diversa nelle due lame, andando ad incidere sul punto di equilibrio della lama.

Peraltro, e questo risulta molto originale, la summenzionata normativa della FIE (2), prescrive che la lama sia “approssimativamente rettangolare in sezione”, cioè come quelle di fioretto. Nella realtà quali tutte le lame di sciabola sono rettangolari vicino alla guardia e tutte vicino alla punta, cioè per pochi degli 88 centimetri della loro lunghezza utile. Tutta la parte rimanente presenta forme molto diverse dalla rettangolare prescritta: forse è venuto il momento di uniformare la normativa alla realtà.

In particolare il suggerimento è quello di semplificare e di lasciare totale libertà di scelta ai produttori, a patto che la lama (e non il materiale) superi una serie di test.

Poiché purtroppo, invece, e non se ne capisce il motivo dal punto di vista tecnico-scientifico, non sono previsti per le lame di sciabola test di piega in campo elastico e in campo plastico, similari a quelli previsti per le lame di fioretto e le lame di spada, è impossibile ottenere un riscontro numerico sull’effetto della forma sulla durata e, più importante, sulla propensione alla rottura anomala.

Sarebbe infatti molto interessante poter disporre per esempio di una lama in acciaio maraging realizzata con un disegno ad “H” o a “V”, e, perché no, con uno tipo fioretto, cioè con una sezione rettangolare su tutta la lunghezza: la lama durerebbe di più? Si potrebbero ottenere lame più leggere? Sarebbero meno pericolose?

Infine, data l’evoluzione che ha visto la specialità della sciabola nel tempo, con un incremento molto significativo della velocità delle azioni, in particolare a centro pedana e del peso degli atleti, potrebbe essere utile conoscere il comportamento delle lame sottoposte a test di piega a diverse velocità. È infatti noto (1), che la velocità di deformazione modifica, anche in misura significativa il comportamento dell’acciaio, in particolare poi in presenza di spessori sottili, come quelli appunto delle lame di sciabola nella loro parte terminale. In un articolo di prossima pubblicazione infatti (3), le velocità d’impatto misurate durante un assalto si sono avvicinate agli 8metri/secondo, cioè circa 30 Km/h per atleti della categoria cadetti (come somma delle velocità dei due atleti a centro pedana, dopo il pronti a voi).

Nella foto qui sotto si riporta una lama maraging BF-PBT, piegata plasticamente con un angolo molto vicino a 90° poco dopo un “pronti a voi”. Tenendo presenti le prestazioni eccezionali dell’acciaio maraging (infatti la lama non si è rotta), che la lama si è piegata in un punto in cui il profilo ad “Y” è ancora molto marcato (siamo nel primo terzo della lama), e che gli atleti in pedana erano due cadetti, in effetti la lama sarebbe dovuta tornare dritta, si sarebbe dovuta cioè piegare elasticamente.

Per una lama semi-nuova pagata circa 100,00 € non è un bel risultato.

Va quindi considerato che viste le similitudini geometriche (ma anche di prezzo), c’è da ritenere che la maggior parte delle scelte relative ai profili offerti siano dettate da considerazioni economiche, anche conseguenti alla scarsa attenzione che il cliente (lo sciabolatore) pone nell’acquisto delle lame, sebbene ne possa consumare anche una o più a settimana.”

(to be continued)

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