LETTURE DA SCHERMIDORI: LICIA TROISI – CRONACHE DEL MONDO EMERSO

Oggi vi proponiamo “Nihal della terra del vento” primo libro della serie fantasy “Cronache del Mondo Emerso” dell’autrice italiana Licia Troisi!

Come per ogni lettura da giovane schermidore che si rispetti, anche questa contiene il giusto mix di ingredienti: avventura, coraggio, assalti, battaglie e… un’eroina speciale!

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(Credit photo Paolo Barbieri – http://www.liciatroisi.it/2011/10/28/illustrazioni/)

Ecco un piccolo assaggio, che speriamo vi invogli alla lettura perché, citando Umberto Eco, “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni”.

[...] Nihal si avvolse nel mantello, si coprì la testa e seguì Ido, che non si curava delle gocce d’acqua che gli scivolavano sul volto e sulla barba. L’arena era vuota.

«Con che cosa combatti?» le chiese lo gnomo. Nihal si tolse a malincuore il mantello e mostrò la sua spada. «Cristallo nero. Un’arma notevole.» «Me l’ha fabbricata mio padre.» «Armaiolo decisamente abile…» commentò Ido, e sguainò la sua lama.

Era un’arma lunga e sottile, o forse sembrava così perché Ido era basso, e aveva l’elsa ricoperta di fregi e simboli, alcuni dei quali grattati via a forza dal legno. Ido la roteò in aria per qualche istante. Nihal pensò che stesse saggiando la presa, e invece all’improvviso si vide arrivare dall’alto un fendente. Lo schivò, ma perse l’equilibrio e cadde.

«Be’, è tutto qui?» Nihal si rialzò furibonda. «Credevo che mi lasciassi il tempo di prepararmi!» «Ah, sì? Questo non è uno di quei balletti a cui vi abituano all’Accademia. Io voglio vedere come combatti in battaglia, quindi dimenticati i manuali di galateo.»

Lo gnomo non aveva ancora finito la frase che già aveva ripreso ad attaccare. Nihal iniziò a controbattere, ma era stata presa alla sprovvista: si sentiva impacciata, era infastidita dalla pioggia e duellava con scarsa convinzione. All’improvviso le arrivò uno schizzo di fango negli occhi. Istintivamente portò le mani al viso. Ido ne approfittò per farle uno sgambetto.

Quando Nihal riaprì gli occhi era sdraiata a terra e aveva la spada di Ido puntata alla gola. «Questo non è leale!» sbottò. «Vedo che non mi sono spiegato: io faccio sul serio, tu no. Qui non ci sono regole da rispettare: questa è guerra. Vedi di batterti come si deve o alla prossima stoccata, quanto è vera la terra su cui poggio i piedi, ti passo da parte a parte. Alzati!»

Ido non scherzava, Nihal lo capì dal suo sguardo. Ma cosa crede, questa specie di ometto? Si rimise in piedi con un salto e iniziò a combattere con foga. Ido non si scompose.

Il suo modo di battersi era stupefacente: stava quasi fermo e schivava raramente con lievi spostamenti laterali, muovendo solo la mano che stringeva l’elsa. La sua arte era tutta lì: tirava con precisione, giocando con la lama avversaria, stuzzicandola, colpendola. Poi al momento giusto partiva l’affondo, totalmente inaspettato. Nihal iniziò a irritarsi. Era come se quel tizio conoscesse in anticipo le sue mosse. La forza non c’entrava: la sua sembrava solo abilità di polso. Se Nihal cercava di avvicinarglisi, lui la teneva a bada. Se tentava un attacco dall’alto, Ido lo parava senza difficoltà. Dopo che ebbe dato fondo alla sua riserva di tattiche, Nihal gli si avventò addosso con un urlo di rabbia, cercando nuove traiettorie per aggirare la lama dello gnomo. Allora anche Ido si mosse: si abbassò, le passò fra le gambe e la ribaltò.

Nihal era di nuovo seduta nel fango. «Va meglio, ma non mi basta. Devi mirare a ferirmi. Ricominciamo.»

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Nihal si rialzò. La pioggia le impediva di vedere bene e scivolava sulla melma.

Decise di chiudere gli occhi. Riuscì a concentrarsi meglio sul rumore regolare che la sua spada faceva quando incontrava quella di Ido. Cercò di rompere il ritmo colpendo in controtempo, ma lo gnomo si adeguava immediatamente ai cambiamenti di velocità che lei imponeva. Allora tentò di farlo cadere, ma Ido era abile nel mantenere l’avversario a distanza. Alla fine colse l’attimo: fece girare la spada dello gnomo e provò a strappargliela di mano. Ottenne solo che la lama avversaria si sollevasse in alto. Esasperata, gli si gettò contro, ma si accorse di avere un coltello puntato contro il ventre.

«Scommetto che ti hanno già fregato in questo modo» disse Ido con un sorrisetto, mentre riponeva le armi. «Non sei male. Con i fammin e con i guerrieri normali la tua tecnica è più che sufficiente. Un cavaliere però spesso combatte con altri cavalieri, e da questo punto di vista sei scarsina. Poco male, farai esperienza.»

Nihal strinse i pugni. «Hai un’altra grossa pecca» continuò Ido. «Combatti come una belva ferita. Mai perdere la lucidità in battaglia. Tu invece ti lasci trasportare dall’ira. Ricorda: l’ira acceca il guerriero e gli fa fare errori stupidi. L’ira porta alla tomba.»

Era tutto vero, tutto stramaledettamente vero.

Ido si strizzò la barba fradicia. «Questa pioggia è fastidiosa, rientriamo. Più tardi baderai al mio Vesa, così familiarizzi con i draghi.»

Nihal, grondante e ricoperta di fango, rimase in piedi nell’arena. Guardò lo gnomo allontanarsi. [...]

(photo credit cromimi.com)

(photo credit cromimi.com)

Se amate quindi immergervi in atmosfere fantastiche, in compagnia di gnomi, elfi e draghi… questa lettura fa per voi!

Il sito ufficiale di Licia Troisi, dove potete trovare l’elenco dei suoi libri: https://ww.liciatroisi.it

Le nostre Biblioteche possiedono numerosi volumi della Troisi: http://sbcr.comperio.it/opac/search/lst?q=licia+troisi

E… qualunque sia il libro sul vostro comodino… Buona Lettura!!