BEBE VIO: MI HANNO REGALATO UN SOGNO.

Dire che una stella di prima grandezza è apparsa nel firmamento dello sport italiano sarebbe riduttivo. Paragonerei la nostra Fenice Radiosa (il suo nome scout) ad una supernova, l’oggetto più spettacolare ed “esplosivo” dell’universo.

Io il libro l’ho letto tutto di un fiato, emozioni e ricordi si sono alternati avendo vissuto una storia simile con mio fratello Roberto che alla stessa età di Beatrice Vio, a causa di una semplice influenza, contrae una tetraparesi (poliradicolonevrite di Guillan-Barré) che lo costringe ad un primo periodo di immobilità totale e successivamente  ad una dura riabilitazione ed a tantissimo sport con il Gruppo Sportivo Santa Lucia di Roma. Due mondiali a Stoke Mandeville con ori e record nel nuoto e la para-olimpiade del 1980 sfumata per l’esame di terza media!

“Mi hanno regalato un sogno” è un bel  libro che consiglio di leggere a tutti i ragazzi della nostra palestra, scritto in modo semplice con grande entusiasmo, allegria ed ottimismo.

Bebe condivide con noi i suoi sogni e ci regala tanti attimi della sua vita, riuscendo nel suo intento primario ossia far capire a tutti che la vita è bella …o come direbbe lei: “la vita è proprio una figata!”.

La prefazione del libro é di Jovanotti, l’introduzione é curata da Luca Pancalli.

Mi hanno regalato un sogno. La scherma, lo spritz e le paralimpiadi Book Cover Mi hanno regalato un sogno. La scherma, lo spritz e le paralimpiadi
VARIA
Bebe Vio
Biografie e Memoir
Rizzoli
Aprile 2015
21 x 14
288
http://www.rizzoli.eu/libri/mi-hanno-regalato-un-sogno/

Bebe, appena diciottenne, come tutti i ragazzi della sua età ama divertirsi: andare al centro commerciale o ai concerti con le amiche, mettersi in tiro per uscire la sera… Non ci sarebbe nulla di strano se non stessimo parlando di Beatrice Vio che a undici anni, dopo essere stata colpita da una forma di meningite acuta, ha subito amputazioni a gambe e braccia. Ma per Bebe la malattia non è la fine, anzi rappresenta soltanto una piccola parentesi tra quello che era prima – una bambina con una famiglia fantastica, moltissimi amici e le “tre S” (scuola, scout, scherma) – e quello che è diventata, ovvero un’adolescente felice, con ancora più amici di prima e sempre le “tre S”, ma un po’ cambiate: oggi frequenta le superiori, ha ormai ricevuto il suo nome-caccia scout (Fenice Radiosa) e ha già vinto diverse medaglie in competizioni paralimpiche di scherma, anche internazionali, di altissimo livello. Eccezionale atleta e insieme ragazza scoppiettante di vita, Bebe si racconta in queste pagine che traboccano di entusiasmo: dalle gare in giro per il mondo alle vacanza all’Elba, dalle figuracce in tv alle gioie delle protesi con tacco, dai faccia a faccia con i suoi miti agli incontri motivazionali che tiene nelle piazze e nelle scuole. E dei suoi sogni. Perché dopo avere fondato con i genitori art4sport (un’associazione onlus che avvicina i ragazzi con disabilità fisiche allo sport), avere fatto la tedofora a Londra 2012 e avere gareggiato con le atlete più forti al mondo, ha ancora qualche sfizio da togliersi. Ma soprattutto vuole continuare la sua missione: far capire a tutti, con o senza disabilità, che «la vita è proprio una figata!».

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